Compro quindi sono. Shopping compulsivo e nuove dipendenze della modernità.

Come società moderna siamo passati dall’essere rappresentati dalla frase ” Penso dunque sono” alla frase ” Compro quindi sono” , espressione del consumismo dilagante che condizione modalità, tempi e oggetti dell’acquisto. Per molti soggetti l’acquisto diventa espressione di definizione della propria identità e acquisizione di valore. Lo shopping compulsivo è un comportamento caratterizzato da un impulso irrefrenabile a comprare. Chi ne soffre, pur rendendosi conto dell’eccessività del suo comportamento, non riesce a controllarlo con la sola volontà e, dopo averlo messo in atto, prova forti sensi di colpa e di vergogna. Le conseguenze di questo comportamento possono essere anche gravi sia sul piano economico che su quello familiare e lavorativo. In Italia soffre di questo disturbo il 5% della popolazione e anche nei nostri territori tale disturbo comincia a manifestarsi. E’ un male della società dei consumi che si  rileva più frequentemente nei paesi occidentali sviluppati e l’e-commerce purtroppo è complice dello shopping compulsivo: comprare attraverso lo schermo del pc permette di nascondersi, di acquistare a qualsiasi ora e di agire in modo impulsivo, con un velocissimo clic sulla tastiera. L’80% degli shopper compulsivi è rappresentata da donne tra i 30 e i 40 anni, di classe sociale media, che comprano più frequentemente oggetti di abbigliamento, gioielli e prodotti di bellezza. L’uomo predilige più frequentemente telefonini, computer, attrezzi sportivi. Il disturbo inizia solitamente in adolescenza, ma viene riconosciuto intorno ai 21 anni in media.  Il  presente testo rappresenta un tentativo di raccogliere gli orientamenti scientifici su tale argomento quali la definizione di criteri diagnostici, la differenza con altre forme di addiction e i processi psicodinamici alla base di questo modello psicopatologico.   Nella pratica clinica, lo shopping compulsivo viene a tutti gli effetti riconosciuto come una dipendenza comportamentale e conseguentemente trattato. Ma quando il semplice piacere di acquistare un oggetto magari per ricompensarci dopo una pesante giornata di lavoro o con i figli si trasforma in una trappola dal quale diventa complicato uscire????? Per eventuali approfondimenti ( clicca qui)

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